top of page
  • Immagine del redattoreFrancesco Piliero

Lezione n°3 obbiettivi seconda parte profondità di campo e distanza iper focale

Altra caratteristica intrinseca degli obbiettivi è la possibilità di modificare la loro apertura focale, ovvero agire attraverso un serie di lamelle interne, per far affluire più o meno luce. In commercio quindi troveremo obbiettivi che oltre a darci l'indicazione della loro lunghezza focale ci diranno quanto sarà la loro apertura massima, a " tutta apertura". Quindi potremo imbatterci in questi strumenti: obbiettivo 24-70mm f.4, 70-200mm f2.8, 50mm f1.8 ecc. Ovvero l'apertura focale viene indicata con una "f" e di seguito un numero, che appunto indica l'apertura massima dell'obbiettivo. Ma c'è una differenza importantissima: più il numero è piccolo più l'aperture è grande ,ossia su un medesimo obbiettivo, avere un'apertura di f4 rappresenta un'apertura maggiore di f5.6. Quindi supponendo di inquadrare una scena ci sarà differenza se scattiamo a tutta apertura o con un obbiettivo più chiuso? Aiutiamoci con queste due immagini:



Le due immagini sono state scattate a 60 cm di distanza a 100 iso con 50mm di lunghezza focale ;la prima con apertura focale di f4 la seconda a f11.

Da notare che a f4 non leggo la scritta sul porta matite


Non solo se mi allontano o mi avvicino ai soggetti, lasciando inalterata l'apertura focale, cosa succede alla nostra immagine?

Anche in questo caso aiutiamoci con queste due immagini:




Le due immagini sono state scattate entrambe con apertura focale f4 a 100 iso con 50mm di lunghezza focale; la prima a 60cm e la seconda a 1 metro.

Da notare che appena mi sono allontanato riesco a vedere meglio il frullatore sullo sfondo


Per capire meglio introduciamo il concetto di profondità di campo. Per profondità di campo si intende quella zona, intorno al soggetto che abbiamo messo a fuoco in cui sia ben delineata e ben definita la nitidezza dei soggetti e degli oggetti inquadrati. Essa dipende dalla lunghezza focale utilizzata, dalla distanza tra il fotografo e il soggetto e dall'apertura focale dell'obbiettivo. Da notare che ho volutamente indicato questi tre elementi in quest'ordine preciso per un motivo molto semplice: perchè in primisi più la focale sarà corta, grandangolare, più avremo una profondità di campo maggiore, poi la distanza, utilizzando la stessa lunghezza focale , più ci allontaneremo dal soggetto più la stessa sarà maggiore e infine con obbiettivi più chiusi avremo una profondità di campo maggiore.

Ecco alcuni esempi:




Le foto riprodotte sono state tutte realizzate con una lunghezza focale di 24mm a 100 iso le prime due ad una distanza di 60 cm la terza e la quarta a 1 metro, la prima a f4, la seconda a f11,la terza a f4 e la quarta a f11




Le foto riprodotte sono state tutte realizzate con una lunghezza focale di 70mm a 100 iso le prime due ad una distanza di 60 cm la terza e la quarta a 1 metro, la prima a f4, la seconda a f11,la terza a f4 e la quarta a f11

Da notare che mentre scatto a 24mm incide poco la chiusura o apertura dell'obbiettivo e così anche la distanza, sulla seconda serie di foto a 70mm la differenza si nota, solo allontanandomi riesco a colmare la profondità di campo con la variazione delle aperture focali.


Ora con l'esperienza e la profonda conoscenza degli obbiettivi possiamo facilmente calcolare la profondità di campo, ma ci sono delle applicazioni per smartphone che ci aiutano a calcolarla molto facilmente, una di queste è "HyperFocal Pro", letteralmente iperfocale pro. Altro concetto iperfocale. Essa è , sintetizzando al massimo , la distanza alla quale da quel punto in poi tutto è a fuoco. Quindi non è altro che un'estensione all'infinito della profondità di campo .

In fotografia la zona non "a fuoco" si chiama "Bokeh". E' letteralmente bello e caratteristico quando facciamo foto ritrattistiche, per dare maggior enfasi del soggetto inquadrato. Quando invece fotografiamo paesaggi è utile la tecnica dell'iperfocale, per avere a fuoco tutti i soggetti del paesaggio. Ovviamente niente di dogmatico, per esempio si possono fare foto ritrattistiche utilizzando una profondità di campo all'infinito se come sfondo abbiamo un bel paesaggio o l'altare di una chiesa. Nella scorsa lezione abbiamo parlato di obbiettivi a focale fissa è della loro qualità migliore, una fra questa è propria anche la costante ,ed ovvia apertura focale . Mi spiego meglio in commercio uno degli obbiettivi kit di maggior successo è: 18-55 mm f3.5/f5.6. Ora perchè ha due aperture massime? Ciò deriva dal fatto che a 18mm la sua apertura massima è di f3.5 mentre a 55mm di f5.6. Ecco perchè è sempre meglio investire qualcosa in più ed avere un oggetto , come per esempio il 70mm/200mm f 2.8 che in tutta la sua escursione focale mantiene sempre la sua apertura massima a f2.8.

Naturalmente quando faremo le prove d'esposizione questi concetti ritorneranno e man mano prenderemo sempre maggior padronanza.


9 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Comments


bottom of page