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  • Immagine del redattoreFrancesco Piliero

Due parole sul reddito di cittadinanza

Oramai quando discutiamo di lavoro , viene sempre citato, in maniera denigratoria ,il famigerato reddito di cittadinanza. Per sgombrare ogni dubbio , dico in maniera molto chiara ,che è una misura, che come progettata, non mi fa impazzire per niente. Non trova la mia approvazione, perchè così come concepita, non serve assolutamente a niente se non quella di ingrassare il debito pubblico e le tasche di qualcuno senza dare nessuna risposta concreta a chi cerca lavoro. In primis non si capisce l'assunzione di 4000, mi pare questo il numero, di navigator, come se il problema fondamentale nel mondo del lavoro in Italia fosse stato il sovrabbondante numero di posizioni lavorative aperte e la difficoltà nel far combaciare domanda e offerta. Ma addossare a questo provvedimento la causa di tutti i mali mi sembra ingeneroso. Parto da una mia esperienza personale. Quando sei un libero professionista ,piccolo, che gestisce in proprio la propria attività, che si affaccia al mondo del lavoro ,molto concorrenziale e pieno di vecchi volponi e cerchi di ritagliarti il tuo piccolo spazio, la prima cosa con cui ti devi scontrare è la concorrenza . Mi spiego meglio: quando sei disponibile a collaborare ,per due lire,con la tua attrezzatura ,assumendoti in toto i rischi del lavoro allora va tutto bene. Di contro ,se ti ritagli un tuo pubblico e cerchi di farti conoscere ,con promozioni o altro sei uno che cerca distrugge il mercato. Così anche nel mondo del lavoro: la contrattazione va bene solo quando è unilaterale, ovvero quando l'imprenditore detta legge e il lavoratore esegue . In caso contrario si tirano in ballo tutte le scuse possibili ed immaginabili per denigrare la categoria.Prima fra tutte il reddito di cittadinanza: meglio percepire una rendita sicura senza fare niente piuttosto che adoperarsi per lavorare. Allora mi sorge una domanda spontanea: non sarà forse colpa delle condizioni di lavoro e di salario offerto che fanno pro prendere la scelta di un candidato verso il il "rdc"? Se poi qualcuno, ingiustamente e con fraudolenza , oltre a percepire il reddito svolge un'attività a nero, non ci sarà forse qualcuno dall'altra parte che provvede a pagare questi lavoratori in maniera irregolare?

Poi un giorno si scopre che certi lavori, sotto pagati e sotto tutelati, non li vuole fare nessuno o che certe figure, per una sovra burocratizzazione dicasi autisti di patenti superiori, iniziano a scarseggiare, e allora si sentono i proclami più disperati: "-cercasi autista stipendio regolare 13° e 14° 3500 euro netti mensili- cercasi cameriere di sala 1800 euro mensili".

Concludendo: se sei disposto a lavorare alle condizione di chi ti offre un lavoro va tutto bene, invece se sei tu lavoratore a rifiutare un lavoro da schiavo per continuare a percepire il reddito di cittadinanza sei un parassita, senza voglia di sacrificio e ambizioni, un poltronaro e se sei giovane un bamboccione.

Ma , a proposito di bamboccioni, ricordo male o una volta c'era qualcuno che nemmeno quarantenne percepiva la pensione perchè aveva lavorato 19 anni 6 mesi e 1 giorno?

Ad maiora.



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