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  • Immagine del redattoreFrancesco Piliero

Lezione n°5 gli iso

Affrontiamo l'ultimo argomento riguardante l'esposizione fotografica, ovvero la sensibilità del sensore, gli iso. Abbiamo visto precedentemente che la luce che attraversa l'obbiettivo e che ,letteralmente, colpisce il sensore è influenzato dal tempo di scatto e dall'apertura dell'obbiettivo. Ma c'è un ultimo parametro, che permette di massimizzare, la quantità di luce e quindi di ottenere una corretta esposizione. Per capire meglio di ciò che sto parlando facciamo sempre un classico esempio visivo. Poniamo questa foto:



foto scattata a circa 70 cm dal primo soggetto, l'orologio, con obbiettivo 50mm f6.7 tempo di scatto 1/125 12800 iso










Niente di speciale, ma non dispongo di un cavalletto quindi devo fotografare a mano libera, con un obbiettivo 50mm non stabilizzato, quindi con un tempo veloce per evitare il mosso, e chiuso perchè devo avere tutto a fuoco e non mi posso allontanare perchè dietro di me ho un muro , non dispongo nè di un flash nè di ulteriore illuminazione. Eppure l'esposizione è corretta, in quanto come da didascalia ho dovuto spingere gli iso fino a12800, che credetemi e dopo vi spiegherò, è un livello alto. Se avessi lasciato il sensore ad un valore iso basso, tipo 100 o 200 il risultato sarebbe stata una foto completamente nera.

Dunque la sensibilità del sensore ci viene in soccorso ogni qualvolta necessitiamo di ottenere una corretta esposizione con scarsità di luce. Normalmente il valore iso nativo più basso delle fotocamere è 100 e può raggiungere valori fino ai 25600 ed oltre. Nella prossima lezione approfondiremo le unità di misura in fotografia quindi niente paura, ma ogni volta che incrementiamo gli iso del nostro sensore andiamo incontro , in maniera progressiva, ad un problema di non poco conto: il rumore digitale. Una piccola precisazione, i valori iso, siccome fanno riferimento ai sensori delle macchine fotografiche e quindi delle vari case madri; Canon, Nikon , Panasonic , Sony ecc, sono parametri soggettivi ,quindi molto, dipenderà dalla qualità del sensore. Io a scanso di equivoci, lavoro con Canon e per fare un paio di esempi vi posso dire che la fotocamera Canon eos1300d non potevo spingermi oltre i 400 iso senza andare incontro alla problematica del rumore digitale, mentre con la 6d mark2 e la 5d mark4 posso spingere i valori iso a valori molto alti. Quando parliamo di rumore fotografico diciamo subito che esistono due tipologie di disturbo: uno di crominanza, l'altro di luminanza.

Quello di crominanza è questo:




notare la serie di pixel colorati












Quello di luminanza questo



notare la grana come effetto di una vecchia immagine scattata con una macchina fotografica a rullino










Il primo come potete vedere deriva da una serie di pixel colorati rossi blu e verdi che compaiono sulla nostra immagine, mentre il secondo è una grana che ricorda una vecchia fotografia analogica. Io fra i due digerisco meglio quello di luminanza anzi talvolta, quando non è troppo invasivo, rende l'immagine più nostalgica.

Va precisato inoltre che è possibile mitigare e migliorare il disturbo fotografico, anche in fase di post produzione, soprattutto quando scattiamo in raw, ma approfondiremo questa tematica in un secondo tempo.


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